Ricordando la “Mia Sicilia”

By 21/09/2015 Racconti

La nostra amica Sunshine Lichauco De Leon, giornalista e regista,  dopo averci fatto visita molte volte ci ha inviato questa bellissima storia.

Segui Sunshine on www.sunshinedeleon.com

Non c’è niente di più bello che vedere la Sicilia attraverso gli occhi di un Siciliano. Loro conoscono e amano la loro bellissima isola con un passione a dir poco contagiosa e ammirevole.

I Siciliani, e in generale gli Italiani del sud, fanno ogni cosa con estrema passione, sia se odiano, sia se amano, e i Siciliani amano la loro casa.

Quello che abbiamo visto, provato, sentito e sperimentato durante quei pochi giorni indugia così profondamente nella mia memoria che se, ancora adesso chiudo i miei occhi, mi sembra di essere lì..

Ricordo di aver guidato attraverso la campagna – non ricordo dove fossimo ma ricordo i miei occhi spalancati ed eccitati per ogni cosa che vedevo – così come ho notato l’abbondanza di fiori alle finestre, gli alberi, la frutta, i colori e la natura attorno a me.

Ovunque guardassi – a sinistra, a destra, e ovunque in mezzo, c’erano tonalità di verde! Ricordo che farfugliai “wow non mi ero accorta che – cresce tutto in Sicilia.”

Ci sono certi momenti della nostra vita che non si possono dimenticare, perché ci siamo sentiti senza dubbio, “persi – in quel momento” ma completamente liberi.

Guidare un ATV attraverso i sentieri sterrati, e osservare i cambiamenti di scenario dell’Etna, fu uno di questi momenti.

La mia migliore amica era seduta dietro di me, silenziosamente si chiedeva (non era veramente preoccupata) se sapessi guidare un ATV tra quelle curve, talvolta la strada era così brusca  da sentire il vento fresco che frustava i nostri capelli, ci ricoprimmo di polvere tanto da sporcarci completamente, e fu allora che decisi che quello era il momento perfetto per cantare.

Sunshine on ATV

Cantavamo, e ridevamo scioccamente mentre cantavamo le canzoni che ci venivano in mente, e che avevano nel titolo o nel testo le parole “vento” o “montagna” – nessuna di noi due riusciva a sentire l’altra ma eravamo certe che l’Etna poteva.

La mia canzone preferita, naturalmente, era di Christopher Cross “ho cominciato ad andare, andare come il vento, per essere libera ancora”.  Sentendoci vive in modo speciale, guidavamo verso il nulla e l’ovunque, sorridendo di cuore, e sapendo che il Vulcano sorrideva con noi.

In Sicilia c’è il tempo e il momento giusto per mangiare ogni cosa, e abbiamo scoperto che la pizza fatta in casa è il modo migliore per concludere una giornata trascorsa a esplorare il Vulcano.

Riesco ancora a ricordare il caloroso benvenuto di quello strano, ma confortevole, ristorante  dove abbiamo mangiato, e che ogni boccone mi faceva venire voglia di mangiare di più – e feci proprio così.

E poi c’era il vino, il vino dell’Etna..

Ho imparato che i Siciliani sono un miscuglio di contrarietà – molto aperti nei confronti delle altre culture, ospitali, si integrano con facilità, ma si proteggono gli uni con gli altri ferocemente, poiché in passato tutti volevano conquistare la Sicilia.

Inoltre, non prendono troppo sul serio  le regole e il governo.

La lingua Siciliana è così diversa – ho imparato che, grammaticalmente – l’organo sessuale maschile è femminile, e che l’organo sessuale femminile è maschile.

“I giardini nei cortili” all’interno dei quali troviamo vino, e ogni albero da frutto possibile e immaginabile.

Ulivi così antichi da sembrar essere lì dall’inizio dei tempi.

Piante come la bella di notte – originaria del Perù – che torna alla vita con suoi fiori solamente la notte, per poi nascondere la loro bellezza all’alba.

Frutti con cui bisogna fare un po’ di attenzione, come i gelsi maturi, altrimenti si rischia di colorarsi le mani di viola, può essere rimosso lavandole con una versione “più giovane” della stessa frutta.

Il latte di mandorla siciliano, e un uomo che, giornalmente, passa per rifornire di granita e gelato fatti in casa, con brioches – sogni il tuo gusto e lo trovi lì – pesca, limone, gelso..

Le rose hanno uno scopo – chiesi in merito ai filari di uva protetti da un cespuglio di rose – e ho imparato qualcosa che non dimenticherò mai – le rose sono essenziali perché sono molto sensibili alle malattie, servono come campanello di allarme per tutto ciò che potrebbe minacciare la vendemmia.

E dopo queste importanti scoperte, e un pomeriggio in amaca seguito da refrigeranti nuotate a mare.. Come posso non amare un isola che mi ha mostrato così tanto?

Sunshine

Sunshine  Lichauco De Leon, negli ultimi 7 anni, è stata una giornalista freelance a Manila, nelle Filippine.

Ha contribuito a stampare storie per i media internazionali come The Guardian, Forbes Asia, CNN.com, Globalpost.com, Time.com, USA Today, NBCnews.com, e il Los Angeles Times. Sunshine ha fatto anche reportage, ha lavorato come montatore di notizie per le TV e i media stranieri, tra cui CNN o per il notiziario della NBC, e come produttore locale per i documentari delle squadre straniere riguardo i progetti della BBC Radio, Australia’s SBS, Europe’s Arte Channel, e Pubblic Broadcasting station negli Stati Uniti d’America.

Leave a Reply