sonia con il figlioletto

La vita del blogger può essere dura! Infatti io non ho mai pensato di fare il blogger, il mio obiettivo era quello di scrivere un piccolo diario per ricordare e condividere tutti i momenti splendidi o anche meno belli che il mio lavoro mi regala. Mi ero promessa di scrivere anche solo poche righe per ogni momento rilevante della mia vita da produttrice di vino sul vulcano Etna. Ma non sono riuscita a mantenere la promessa.

Vedo che l’ultimo articolo che ho scritto in questo diario virtuale, risale all’ottobre del 2016, una bella degustazione con Andrea Formigli e il grande Mastro, due veri esperti della famosa Vinoteca al Chianti. Non mi dispiace aver lasciato quest’articolo in cima alla lista degli articoli per quasi quattro anni, perchè sia Andrea Formigli che il Mastro mi sono davvero simpatici e la foto di noi tre che ho messo nell’articolo mi fa sorridere ogni volta che la vedo. Mi dispiace non essere riuscita a mantenere la promessa di tenere il mio diario più attivo.

Non voglio giustificarmi, ma questi anni sono stati davvero molto intensi, bellissimi ma intensi: e sono volati!

Nel corso di questi mesi, oltre alle quattro vendemmie, sono stata molto dedita alla ristrutturazione del vigneto di Monte Ilice, il grosso è ormai fatto, anche se c’è ancora molto da fare. Risistemare un vigneto antico è un’opera titanica, ma anche molto delicata. Abbiamo dovuto sollevare molte piante antiche con il rischio di rompere le vecchie radici, altre piante le abbiamo trapiantate, per dare una migliore collocazione e salvarle.

In mezzo a tutto questo ho anche quasi completato la ripalificazione del vigneto, con paletti di castagno etneo. Ho trascorso tante ore nel vigneto di Monte Ilice, nelle stagioni diverse per conoscere le viti e capire anche le diverse varietà che gli antichi hanno piantato. Alcune sono praticamente estinte. Ho selezionato alcune specie a rischio e le ho riprodotte, non so ancora che risultati daranno, ma sto imparando a conoscerle. Ho anche riprodotto diverse viti dalle prephylloxera più antiche e le ho piantate a piede franco, così come si faceva prima della phylloxera. E’ un rischio, ma il terreno vulcanico mi da serenità che le piante riusciranno a essere protette.

Anche il vigneto di Casa Decima in Contrada Nave è stato oggetto di importanti lavori. Abbiamo continuato a coprire le fallanze con nuove piante a piede franco create con il metodo della propaggine, abbiamo pulito il confine e adesso c’è tanto lavoro per la riqualificazioni di alcuni lotti abbandonati che siamo riusciti ad acquisire per bonificarli e sottrarli all’incuria. Sempre in questo periodo abbiamo imbottigliato due annate del nostro metodo classico “Tempesta”. Ne parlo già nel sito, ma scriverò un articolo ad hoc, in futuro. Il Tempesta è stato fatto solo nel 2015 e 2016, sono pochissime bottiglie, spero di farlo in futuro, forse la prossima vendemmia…

Nell’annata 2019 ho cominciato a lavorare ad un nuovo Bianco a base di Carricante, ma che contiene più di 10 vitigni autoctoni a bacca bianca. Dedicherò questo vino a Don Alfio, il mio mentore, il mio amico, il mio nonno adottivo, che purtroppo ci ha lasciato due anni fa. Lui ha salvato le viti di Monte Ilice, con la sua tenacia, la sua testa dura e il suo amore. Sempre nello stesso periodo, ho riscritto il sito, rendendolo più coerente con l’anima di SantaMariaLaNave. Ho viaggiato tanto raccontando quello che faccio, con passione e con orgoglio, e facendo degustare il frutto del mio lavoro. Sempre in questo periodo sono diventata mamma del piccolo Diego, che oggi ha due anni e non finisce di sorprendermi.

Ecco perché non sono riuscita a scrivere! In futuro, ricercherò maggiore costanza in questo mio diario e proverò a raccontare i nuovi avvenimenti e anche quelli passati che non ho avuto tempo di raccontare. E’ vero, non ho mantenuto la promessa fatta a me stessa, ma sono stati anni molto intensi, con tanti sorrisi, tanto sudore, qualche lacrima…sono stati mesi di vita, vita vissuta con la felicità che merita. E adesso, rieccomi!

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